90 MINUTI PER SALVARTI DALL' ICTUS !!

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I 90 MINUTI CHE  TI  SALVANO  DALL' ICTUS !!

PRENOTA UNA VISITA  , ABBIAMO  APPARECCHIATURE  BIOTECNOLOGIA E  KNOW HOW  PER  VALUTARE  IL TUO RISCHIO PER   ICTUS  E   CONSIGLIARTI   COME   RIDURLO !!

 

SE  SEI GIOVANE  DEVI  STARE    ATTENTO ALLO  STILE   DI  VITA !

«nei giovani più spesso che negli anziani l’ictus si presenta nella sua forma più grave, cioè come emorragia intra-cranica. L’ictus, cioè, è causato dalla rottura spontanea di un’arteria intra-cranica con fuoriuscita di sangue a pressione elevata. L’ictus emorragico ha un tasso di mortalità più che doppio rispetto alle molte più frequenti forme ischemiche, dovute invece all’occlusione di un’arteria cerebrale».

Il Rapporto sull’Ictus in Italia (anno 2018) sollecita un’azione sistematica e persistente di informazione della popolazione in grado di veicolare messaggi chiari e fondamentali:

  • l’ictus è un’emergenza medica.

     

  • l’ictus è una malattia frequente e grave.

     

  • l’ictus colpisce in varie fasce di età, giovani inclusi.

     

  • le conseguenze sono drammatiche e possono durare anche tutta la vita.

     

Tuttavia, è fondamentale segnalare che il pericolo ictus si può scongiurare tenendo sotto controllo alcuni fattori di rischio generali/individuali e che oggi l’ictus si può curare, riducendo mortalità e disabilità, se l’intervento è tempestivo e se si è curati un una Stroke Unit. ( se  stai leggendo   faresti  bene  a informartene per  sapere  dove  si trova  quella  piu' vicina a dove  vivi  o a dove  ti  trovi  !!!!  Iconizza  il mio  sito  sulla schermata  del tuo cellulare  così avrai pronto il link per tutte le POCHE!! STROKE UNIT presenti  in Sicilia  e  in italia :  https://www.ilfattonisseno.it/2017/10/ictus-i-migliori-ospedali-per-regione-in-sicilia-ospedali-riuniti-di-palermo/ )

Le possibilità di salvarti e ridurre il rischio di emorragie intracraniche e disabilità gravi aumentano se si interviene entro un'ora e mezza dai primi sintomi.Sopravvivere a un ictus ischemico, riducendone le complicanze, è una questione di minuti, anzi, di 15 minuti. Se le linee guida internazionali fissano a 4 ore e mezza il limite massimo entro cui somministrare i farmaci fibrinolitici dalla comparsa dei primi sintomi, un ampio studio statunitense dimostra che di interventi più tempestivisono piu' efficaci .Prima si interviene meglio e' : mortalità, rischio di emorragie intracraniche e disabilità permanenti nel paziente colpito diminuiscono significativamente ogni 15 minuti giocati in anticipo sull’ictus.

TEMPESTIVITA’-Stenosi, trombi ed emboli possono ostruire un’arteria cerebrale, riducendo o annullando la circolazione sanguigna in un’area circoscritta del cervello, che diventa così ischemica: in assenza di ossigeno e glucosio le cellule cerebrali muoiono progressivamente, determinando deficit neurologici più o meno gravi. In fase acuta la trombolisi scioglie questi coaguli, ripristinando la normale circolazione sanguigna , con risultati più apprezzabili se si interviene entro i primi 90 minuti: valutando i dati clinici di oltre 58 mila americani colpiti da ictus tra il 2003 e il 2012, i ricercatori della School of Medicine della UCLA di Los Angles, hanno stimato una riduzione di mortalità del 26 per cento in chi è stato sottoposto a trombolisi per via sistemica entro la prima ora e mezza dalla comparsa dei sintomi, rispetto a chi aveva ricevuto il trattamento dopo tre ore dall’ictus. Riducendo ulteriormente la finestra temporale di intervento sono stati osservati una più bassa incidenza di emorragie intracraniche associate all’uso di fibrinolitici, un migliore tempo di recupero nei pazienti e un diminuito impatto dell’ictus sulle capacità motorie, prima tra tutte la capacità di camminare autonomamente.L’ictus ischemico è una malattia ad alto rischio di mortalità, ma anche la prima causa di disabilità grave nel mondo: solo in Italia, un milione di persone convive, infatti, con paralisi invalidanti . Curare presto vuol dire quindi avere meno disabili.

CODICE ICTUS - Secondo l’indagine americana solo il 9 per cento dei pazienti riceve un trattamento tempestivo, per il 77 per cento, invece, le terapie d’urgenza iniziano entro i primi 90-180 minuti. Per abbreviare i tempi, due le strategie  da  seguire : riconoscere i primi segnali di ictus e chiamare il 118 per andare alla Stroke Unit e non al  pronto Soccorso più vicino.

QUALI  sono le 3 domande da  fare  per capire se si è di fronte a un ictus?  

SONO 3 le  domande che  farai  al  soggetto colpito: 

                      RIDI  -   ALZA   -  PARLA

Adottata in tutto il mondo, la Cincinnati Prehospital Stroke Scale chiamata R.A.P. I. D.O  che ( insegna a capire se un amico o un familiare è colpito da ictus) è l’acronimo delle seguenti parole:

RIDI , chiedete alla persona di sorridere e osservate se la bocca è asimmetrica; ALZA  le braccia, verificate se riesce a sollevarne una sola; PARLA, verificate se riesce ad esprimersi in maniera comprensibile o confusa; Ictus   Domanda aiuto: chiamate immediatamente il 118 e descrivete correttamente i sintomi in modo che gli operatori possano comportarsi in maniera adeguata; Orario, prendete nota dell’ora esatta in cui sono iniziati i sintomi, un’informazione importante per operare entro le 1– 1,5 ‘golden hour’”.

Nella maggior parte dei casi ci si reca in ospedale con mezzi propri, penalizzando gravemente la presa in carico del paziente. L’applicazione di un percorso preferenziale e dedicato all’ictus consente di accelerare i tempi di intervento, l’ambulanza deve portare il paziente non nel centro più vicino ma in Stroke Unit idonee. Il 15-20 per cento dei casi non risponde ai fibrinolitici, è necessario intervenire con trombolisi intravenosa meccanica, una procedura più complessa e rischiosa».

I NUMERI : Dei 200mila ictus stimati ogni anno in Italia, la maggior parte si verifica tra i 65-70 anni e per ogni decade di età aumenta di 10 volte la possibilità di esserne colpiti. Se l’invecchiamento è un fattore di rischio non modificabile, è però possibile prevenire l’ictus tutelando la salute cardiovascolare. L’American Heart Association ha stilato una lista dei sette fattori di rischio

(Life’s Simple 7):IPERTENSIONE, COLESTEROLO, IPERGLICEMIA, OBESITÀ, FUMO DI SIGARETTA, INATTIVITÀ FISICA, DIETA NON EQUILIBRATA.

UNO SUDIO CONDOTTO SU 22MILA VOLONTARI, PUBBLICATO SU STROKE HA DIMOSTRATO CHE UN MIGLIORAMENTO DI QUESTI PARAMETRI, ANCHE LIEVE, ABBASSA IL RISCHIO DI AVERE UN ICTUS NEI SUCCESSIVI 5 ANNI.

''Gli studi più recenti confermano che in 80 persone su 100 l’ictus è non solo prevedibile ma soprattutto evitabile ''

La pratica quotidiana e la letteratura ci insegnano che l’ischemia cerebrale si associa spesso a coronaropatia, ed è un fattore di rischio per infarto miocardico e che il paziente diabetico e' un coronaropatico.

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VUOI SAPERNEDI PIU' ?  https://www.aliceitalia.org/uploaded/volume%20stroke.pdf

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RICERCATORE IN FISIOPATOLOGIA - SPECIALISTA IN CHIRURGIA - ENDOCRINOLOGIA CHIRURGICA - MALATTIE APPARATO DIGERENTE - ECOGRAFIA
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